Giancarlo Palena, nato nel 1995, ha cominciato a studiare fisarmonica all’età di 7 anni con Mario Stefano Pietrodarchi, con il quale ottiene il Biennio specialistico in Fisarmonica, indirizzo musica da camera, con la votazione di 110, lode e menzione d’onore. Nel 2019 ottiene con il massimo dei voti la Laurea di secondo livello in Fisarmonica presso l’Università della Musica Frederyk Chopin di Varsavia, sotto la guida di Klaudiusz Baran. Si è esibito in qualità di solista e in formazioni cameristiche eterogenee presso importanti teatri e sale da concerto, tra cui la Royal Festival Hall e la Royal Academy of Music di Londra, la Royal Opera House di Muscat, il Castello Reale di Varsavia, il Teatro San Carlo di Napoli, l’arena Sferisterio di Macerata, la Casa della Musica di Parma, i Musei Vaticani e gli Istituti Italiani di Cultura di Istanbul, Dublino, Bucarest, Stoccolma e Amburgo. Nel 2019 ha vinto a Londra la quinta edizione del prestigioso Sir Karl Jenkins Music Award organizzato da ClassicFM e The Arts Club. A lui è dedicato il brano “Un chanson sans paroles d’un Film Noir”, appositamente composto da Karl Jenkins. Fra i numerosi premi ottenuti in concorsi nazionali ed internazionali, nel settembre 2014 è stato selezionato a Castelfidardo dalla IAC (Italian Accordion Culture) quale unico rappresentante italiano nella categoria classica, (Master Coupe Mondiale), della 67° Coupe Mondiale CIA, svoltosi a Salisburgo (Austria) e nel 2015 è stato selezionato quale miglior rappresentante italiano per la 68° Coupe Mondiale CIA, svoltasi a Turku (Finlandia), ottenendo il terzo premio. Nel 2016, presso la Sala Regina del Parlamento Italiano, in occasione della cerimonia per la Festa Europea della Musica, ha ricevuto la medaglia della Camera dei Deputati dal Presidente Laura Boldrini come riconoscimento al talento e per i suoi risultati a livello internazionale. Nel 2018 è stato ospite della London Philharmonic Orchestra debuttando con l’ensemble Foyle Future Firsts al Southbank Centre, eseguendo la musica scritta da Viktor Ullmann (1898-1944), nel campo di concentramento di Theresienstadt. Musicista poliedrico che spazia su vari generi musicali, dal barocco al contemporaneo, affianca alla Fisarmonica l’interesse per il Bandoneón, esibendosi ampiamente su territorio nazionale, ed in Austria, Belgio, Canada, Finlandia, Germania, Grecia, Inghilterra, Irlanda, Malta, Oman, Polonia, Portogallo, Qatar, Romania, Serbia, Svezia, Svizzera e Turchia. Ha frequentato corsi di alto perfezionamento musicale in Italia e all’estero con Yuri Shishkin, Miljian Bieletic, Owen Murray, Geir Draugsvall, Cesare Chiacchiaretta e Voijin Vasovic. Dal 2022 è docente di Fisarmonica presso il Conservatorio di Musica Fausto Torrefranca di Vibo Valentia.
Il 2021 segna l’uscita del nuovo album di Dimitris Soukaras “ROOTS” per l’etichetta discografica internazionale NAXOS. La musica in programma copre uno spettro di generi che sono fioriti in Grecia negli ultimi anni, dal jazz all’avanguardia contemporanea. Nel realizzare questa registrazione, Dimitris ha colto l’occasione per invitare alcuni dei principali compositori greci (Antoniou, Tsalahouris, Klampanis, Maroulis) a scrivere per la prima volta per il suo strumento. Tutte le opere sono registrazioni in prima esecuzione mondiale.
Dimitris Soukaras è un chitarrista greco con sede a Londra. È considerato uno dei musicisti greci più premiati e promettenti della sua generazione. Fu il primo studente dell’Università Ionica (Dipartimento di Musica) a completare i suoi studi in tre anni anziché in cinque. Gli è stato conferito il DipRAM il più alto riconoscimento confermato dalla Royal Academy of Music di Londra dove ha frequentato e concluso brillantemente i corsi di Master of Arts e Advanced Diploma. Inoltre, i suoi studi sono stati supportati dall’Accademia di Atene e dalla borsa di studio Athena. Attualmente è dottorando presso l’Università del Surrey.
Dimitris è vincitore di 20 Concorsi internazionali, è un Artista D’Addario, Yeoman della Worshipful Company of Musicians, beneficiario dello Stradivari Trust, vincitore della Young Artists Platform dell’IGF, (International Guitar Foundation & Festival), ed Eurostring Artist 2018/19. Più recentemente ha vinto il Premio per Chitarra “David Russell” assegnato dal Maestro stesso, il Concorso Internazionale di Chitarra “Città di Mottola”, il Premio per Chitarra “Ivor Mairants”, ed il Premio Musicale dell’Accademia di Atene.
Dal 2019 è Fondatore e Direttore Artistico della MUΣA Concert Series. Come solista si è esibito con l’Audentia Ensemble, l’Orchestra Filarmonica Campana, la City of Patras String Orchestra, la Ionio Symphony Orchestra e l’Athens Mandoline Orchestra. È apparso in festival in Grecia e in tutta Europa. Si è esibito in recital da solista al King’s Place (Londra), al Musikverein (Wien), al Cervantes Theatre (Londra) e alla Megaron Concert Hall (Atene), e ha registrato per la National Greek Radio e la BBC Radio 3.
È estremamente interessato ad ampliare il repertorio della Chitarra invitando una gamma di importanti compositori non chitarristi di tutto il mondo a comporre per il suo strumento. Attraverso i suoi programmi fantasiosi, con nuove musiche ed arrangiamenti, così come attraverso le sue collaborazioni di musica da camera, cerca di ridefinire il rapporto tra Chitarra classica e pubblico.
Giovane talento Tarantino, Cristina Ciura inizia gli studi musicali a 10 anni sotto la guida del padre, il M° Angelo Ciura. A 18, si laurea in Violino col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Ha frequentato corsi di perfezionamento con i Maestri F. Cusano, U. Danhofer, C. Rossi, C. M. Parazzoli, F. Manara, I. Grubert, M. Quarta. Sin dai primi anni ha partecipato a concorsi nazionali ed internazionali aggiudicandosi oltre 30 primi premi.
Come camerista, Cristina ha tenuto concerti in stagioni concertistiche promosse ed organizzate da importanti enti ed associazioni come Il Parnaso delle Muse e la Fondazione Grassi di Martina Franca; l’Associazione Atheneum di Barletta; il Festival Ritratti di Monopoli; gli Amici della Musica di Campobasso;la Camerata Musicale Salentina; il Festival Della Valle D’Itria.
Ha collaborato con L’Accademia dell’Orchestra Mozart, l’Orchestra Internazionale d’Italia e, con l’Orchestra ICO della Magna Grecia di Taranto, anche in qualità di solista e camerista. Più recentemente ha intrapreso una prestigiosa collaborazione con l’ensemble de “I Solisti Aquilani”.
Ester Bano, nata a Savigliano nel febbraio del 1995, ha iniziato a studiare il violino all’età di 4 anni sotto la guida del M° Efix Puleo proseguendo, dopo l’ammissione al Conservatorio “G. Verdi” di Torino, con il M° Giacomo Agazzini. Nel 2016 ha conseguito a pieni voti la laurea al Triennio Accademico di Violino. Nel 2017 ha terminato il corso triennale di alto perfezionamento presso l’Accademia Pianistica di Imola “Incontri col Maestro” nella classe del M°Oleksandr Semchuk. A luglio del 2019 ha terminato il percorso accademico di secondo livello ad indirizzo cameristico presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce sotto la guida del M° Francesco Sabato diplomandosi con votazione di 110 e Lode e conseguendo i 24 CFA necessari per l’insegnamento.
Dal 2002, prima in istituti civici musicali poi all’interno dei Conservatori frequentati, ha affiancato lo studio individuale al percorso completo di formazione musicale concentrandosi in particolare sulla musica da camera. Ha fatto esperienza in formazioni di duo con chitarra classica, quartetto d’archi, quintetto d’archi, quartetto e quintetto col pianoforte, trio e duo col pianoforte prendendo parte a rassegne musicali riconosciute localmente, tra le quali “Il Giglio” (Mattie, TO), “Six Ways” (Bra, CN), “Fahrenote” (Pinerolo, TO), “Il Conservatorio per Santa Pelagia” (Torino), “Rassegna Teatro al Naturale” (Parco della Mandria, TO), “San Giacomo Festival” (Bologna), “Onde musicali sul lago d’Iseo” (Marone, BS), “Tito Schipa Music Festival” e “La Voce degli Angeli” (Lecce e Salento).
Ha anche partecipato attivamente alle programmazioni concertistiche orchestrali delle varie scuole e preso parte a concerti per “MITO settembre musica” (Torino) e “Al Regio in Famiglia” (Torino), “Atlantic Coast International Music Festival” (Esposende, PORTUGAL), “48ª Stagione Concertistica” della Camerata Musicale Salentina (Lecce) ricoprendo anche il ruolo di spalla.
Dal 2010 ha iniziato a frequentare corsi e masterclass in Italia e all’estero, spaziando dal repertorio barocco a quello contemporaneo, studiando con maestri di fama internazionale quali Francesco Dillon, Serguei Galaktinov, Marco Decimo, Amiram Ganz, Antonio Valentino, Oleksandr Semchuk, Ksenia Milyavskaya, Felix Adrievsky, Enzo Porta, Emilia Fadini.
Nell’anno 2017 ha ottenuto il primo premio in formazione di duo da camera violino e pianoforte ai concorsi “Villa La Meridiana” (Leuca, LE) e “Giuseppe Tricarico” (Taurisano, LE).
Cristian Musìo si diploma in viola presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce nel 2015.
Nello stesso anno entra a far parte dell’Orchestra Giovanile Italiana, dove collabora con artisti di fama internazionale, quali Danilo Rossi, Stanislav Kochanovsky, Dietricht Paredes, Guido Corti, Gianpaolo Pretto, Luca Ranieri, Danusha Waskiewitz, Lorenza Borrani e altri.
Nel 2016 diventa prima viola dell’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, dove viene diretto da Zubin Metha, David Coleman, Michele Mariotti e altri. Dal 2015 al 2017 si perfeziona con il M° Antonello Farulli presso la Scuola di Musica di Fiesole. Nel 2017 esordisce nell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” sotto la direzione di Riccardo Muti.
Ha collaborato con l’Orchestra di Lecce e del Salento OLES, l’Orchestra ICO di Lecce, l’Orchestra ICO della Magna Grecia, l’Orchestra Filarmonica della Calabria, l’Orchestra Giovanile Napolinova, l’Orchestra del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, l’Orchestra del Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna.
Si esibisce presso il Teatro alla Scala di Milano, l’Auditorium Arturo Toscanini di Torino, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Colosseo, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Petruzzelli di Bari, il Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze e tanti altri.
È componente di svariati ensembles cameristici, dal duo alla piccola orchestra, con cui ha accompagnato solisti di eccellenza, tra cui Massimo Quarta, Francesco d’Orazio, Pierluigi Camicia, Alessandro Perpich, Carlo Romano, Benedetto Lupo, Francesca Dego, Oleksandr Semchuk, Pasquale Iannone e altri.
Tra le formazioni di cui è componente, con le quali si è classificato in posizioni di rilievo in diversi concorsi di musica nazionali e internazionali, si citano il Quartetto Primaldo, il Duo Synaistisìa, il Duo Musìo, il Duo Musìo-Licchetta, il Trio Leucàsia, il Sybar String Quartet.
Dal 2016 al 2020 è stato docente di viola presso il liceo musicale “E. Giannelli” di Parabita (Le) e dal 2017 al 2020, con il medesimo incarico, presso il liceo musicale “G. Palmieri” di Lecce.
Nel 2019 consegue la laurea di II livello in violino presso il conservatorio “Tito Schipa” di Lecce e un’ulteriore specialistica in Metodologie narrative nella didattica artistico-musicale presso l’Università “D. Alighieri” di Reggio Calabria.
Presente, negli anni, in progetti discografici di vari artisti, con il Maestro Gabriele Musìo pubblica per l’etichetta discografica Indipendemo Records, nell’estate del 2020, due album: le 15 invenzioni a due voci di Johann Sebastian Bach, in una versione per violino e violoncello, e i 12 Canoni dell’Opera Prima di Filippo Baroni, nell’adattamento per viola e violoncello.
Nel 2021 supera la selezione presso l’Orchestra Filarmonica di Benevento (viola di fila e concertino delle viole con obbligo della prima e della fila) e presso il Teatro Petruzzelli di Bari (viola di fila).
Attualmente è allievo presso l’Accademia Internazionale di Musica di Imola e ricopre il ruolo di membro del comitato artistico dell’associazione Eleusi APS, con cui produce numerose rassegne cameristiche, tra cui il Festival Cameristico Internazionale del Capo di Leuca, nel Salento.
Classe ’87, Marco Schiavone completa gli studi musicali con il massimo dei voti e lode presso il Conservatorio di musica “Tito Schipa” di Lecce. Si perfeziona poi presso l’Accademia di Santa Cecilia a Roma con il M° Giovanni Sollima.
Nel 2012 è vincitore di concorso presso la “Fondazione Petruzzelli di Bari” e collabora con grandi direttori d’orchestra come Riccardo Muti, Wayne Marshall, Carlo Rizzari, Roberto Abbado e strumentisti di grande fama come Stefano Bollani, Isabel Faust, Michel Camilo, Uri Caine.
Nel 2018 si diploma presso l’Orchesterzentrum di Dortmund e stringe importanti collaborazioni tra cui Pinchas Zucherman, Ludwig Quandt dei Berliner Philharmoniker, Tamas Varga dei Viener Philharmoniker.
In seguito è vincitore di concorso presso la Badische Philharmonie e collabora con i Dortmunder Philharmoniker e la Neue Phi-lharmonie Westfalen.
Oggi, grazie inoltre a contaminazioni musicali extra colte, ha unito la world music alla sua formazione classica.
Davide Codazzo nasce a Galatina (LE) il 26 luglio 1993. Nel 2011 inizia gli studi di contrabbasso presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce sotto la guida del Maestro Leonardo Presicci e nel 2020 consegue il diploma di laurea di II livello con votazione 110, lode e menzione d’onore.
Ha frequentato corsi di perfezionamento e masterclass di contrabbasso con i Maestri Franco Petracchi, Antonio Sciancalepore, Alberto Bocini, Petru Iuga.
Ha suonato con artisti di fama internazionale come Laura Mvula, Michel Camilo, Vinicio Capossela, Benedetto Lupo, Viviana Lasaracina, Enrico Bronzi, Andrea Lucchi.
Attualmente si esibisce come bassista e contrabbassista in ambiti di musica classica, in formazioni orchestrali e cameristiche, e musica “leggera”, nel territorio regionale e nazionale.
Antonio Vivaldi (1678-1741)
Concerto in Re maggiore RV 93
Allegro giusto
Largo
Allegro
Richard Galliano (1950)
Opale Concerto
Allegro furioso
Moderato malinconico
Allegro energico
Astor Piazzolla (1921-1992)
Doppio concerto per bandoneón, chitarra e archi “Hommage à Liège”
Introducciòn
Milonga
Tango
Michaīl “Mikīs” Theodōrakīs (1925-2021)
Promenade with Theodōrakīs
Tema da “Serpico”, “The blood of love” e “Zorba the Greek”
La prima chiesa fu costruita agli albori del cristianesimo, sulle rovine di un tempio pagano dedicato alla Dea Minerva. Per la sua posizione geografica, il Santuario fu oggetto di continue distruzioni e saccheggi da parte di Turchi e Saraceni. L’edificio attuale è il sesto ed è stato eretto nel 1700. Insieme al Santuario furono edificati gli edifici annessi per offrire ospitalità ai fedeli.
L’interno è a croce latina con decorazioni barocche. L’attenzione del visitatore si sofferma sull’altare maggiore, in pregevole marmo con il quadro della Madonna del pittore Giacomo Palma Junior. Dalle numerose lapidi, gran parte in latino, si ricostruisce la storia e gli avvenimenti della chiesa nei secoli a partire dal 1° agosto del 343. Dal 7 ottobre 1990 il Santuario di Leuca è stato elevato al grado di Basilica Minore.
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Giulio Rovighi, nato nel 1970, è stato introdotto giovanissimo alla musica dal nonno Guido Della Costanza, storica “spalla” del Teatro Comunale di Bologna, stimatissimo dall’allora direttore stabile Sergiu Celibidache che lo considerava “un concertista prestato all’orchestra”. Sotto la sua guida e successivamente sotto quella del padre Luigi Rovighi (violinista e noto musicologo), si è diplomato presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna con il massimo dei voti e la lode.
Ha proseguito gli studi con Cristiano Rossi e con Dora Schwarzberg, perfezionandosi poi con Salvatore Accardo presso l’Accademia “W. Stauffer” di Cremona dal 1992 al 1999.
Nel 1994 è stato invitato da Salvatore Accardo come “giudice del suono” al 7° Concorso Internazionale di Liuteria “Stradivari” di Cremona.
Dopo aver collaborato come “concertino” per diversi anni con l’”Orchestra del Teatro alla Scala”, ha collaborato come “spalla” con l’”Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia”, con l’”Orchestra del Teatro La Fenice”, con l’Orchestra Philarmonia Wien, con l’”Orchestra Haydn” e con l’”Orchestra Regionale delle Marche”.
Numerosi i concerti tenuti da solista con varie orchestre come l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, con la quale ha eseguito il primo Concerto di Paganini, e l’Orchestra da Camera Italiana che lo ha visto spesso solista insieme al maestro Accardo.
Dal 2008 al 2024 è primo violino del Quartetto Prometeo con il quale ha svolto attività concertistica in tutto il mondo e per le principali stagioni italiane come Società del Quartetto di Milano (Sala Verdi), Milano Musica, Unione musicale di Torino, MITO, GOG di Genova, Musica Insieme Bologna (Teatro Manzoni), Amici della Musica di Padova, Amici della musica di Firenze (Teatro La Pergola), Accademia Chigiana di Siena, Filarmonica Romana (Teatro Argentina).
Intensa anche l’attività discografica: ha registrato per Amadeus l’integrale dei quartetti di Schumann, per Kairos l’integrale dei quartetti di Salvatore Sciarrino, per ECM musiche di Stefano Scodanibbio; due cd per Brilliant: uno con l’integrale di Hugo Wolf e l’altro con Debussy e Szymanowsky, per Sony Classical “Arcana”.
Nel 2012 con il Quartetto Prometeo è stato premiato “Leone d’argento” alla Biennale di Venezia.
Parallelamente all’attività concertistica si dedica anche all’insegnamento: vincitore del Concorso Nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione, dal 1994 è docente in ruolo di violino; attualmente insegna presso il Conservatorio “Respighi” di Latina.
Suona un Goffredo Cappa (Cremona 1682) e un Carlo Tononi (Bologna 1754).
I premi che hanno salutato l’arrivo di Anna Caterina Antonacci sulla scena lirica sono tanto prestigiosi quanto significativi. Il Concorso Internazionale di Voci Verdiane a Parma nel 1988, il Concorso Maria Callas, e il Concorso Pavarotti: la cantilena, la capacitá espressiva, ma soprattutto la voce. Dal Rossini brillante del debutto è presto passata al Rossini serio con Mosè in Egitto, Semiramide, Elisabetta, regina d’Inghilterra, ed Ermione. Ha poi proseguito con parti nobili e classiche quali le regine di Donizetti, le mozartiane Elvira, Elettra e Vitellia, e infine Gluck Armide, con la regia di Pier Luigi Pizzi e diretto da Riccardo Muti, aprí la stagione 1996-97 alla Scala. Seguirono Alceste, sia a Parma che a Salisburgo, e la Medea di Cherubini (a Tolosa e al Théâtre du Châtelet di Parigi).
Nel 2003 il suo trionfo come Cassandra nei Troiani allo Châtelet con Sir John Eliot Gardiner ha segnato il passaggio alle grandi eroine del repertorio francese, sui passi di Régine Crespin, nonché la nascita di una tragedienne e di una grande attrice. Ne La Juive e Carmen (rispettivamente a Covent Garden con Pappano and all’Opéra Comique con Gardiner), Antonacci ha fatto rivivere la tradizione lirica francese all’insegna di Viardot, altra grande interprete rossiniana. Dopo Agrippina e Rodelinda di Haendel, è stata Poppea a Monaco e Nerone a Parigi nella stessa Incoronazione di Poppea – queste diverse incarnazioni hanno prodotto l’ispirazione per Era la notte, il suo one-woman show intorno al Combattimento. Ultimamente, la collaborazione con Donald Sulzen ha portato Antonacci a concentrarsi sempre piú sulla melodia, sia questa italiana (Tosti, Respighi) o francese, vedi Fauré (L’horizon chimérique), Debussy e Reynaldo Hahn.
Nelle stagioni successive di particolare rilievo sono state Carmen al Royal Opera House di Londra e Cassandra in Les Troyens alla Scala diretto da Pappano, Iphigenie en Tauride al Grand Theatre de Geneve e la prima mondiale della Ciociara di Marco Tutino all’Opera di San Francisco e al Teatro Lirico di Cagliari, la Sancta Susana alla Bastille.
Anna Caterina ha cantato La Voix humaine in una nuova regia di Emma Dante al Teatro Comunale di Bologna seguito da Gloriana in una nuova produzione di David McVicar al Teatro Real Madrid e nel suo debutto in Iocasta in Oedipus Rex al Concertgebouw. Ha inoltre cantato Iphigenie en Tauride in una regia di Emma Dante al Circuito lombardo, la Voix humaine al Festival di Verbier e Dialogues des Carmelites in una nuova regia di Emma Dante all’Opera di Roma e al Bayerische Staatsoper seguito dalla Voix humaine al Theater an der Wien.
Nel 2009, Anna Caterina ha ricevuto la Chevalier de l’Ordre National de la Legion d’honneur, riconoscimento per i suoi meriti artistici e contributo alla cultura francese.
La personalità artistica di Vincenzo Maltempo ha trovato un’importante collocazione nell’eterogeneo panorama musicale contemporaneo soprattutto grazie al suo impegnativo lavoro di riscoperta e di diffusione della musica di Charles Valentin Alkan, del quale è oggi considerato come uno dei più autorevoli interpreti e conoscitori al mondo.
Dal 2011, infatti, Maltempo ha intrapreso un’intensa attività discografica registrando i lavori più importanti del compositore francese per l’etichetta Piano Classics; questo notevole lavoro ha attirato l’attenzione delle più rinomate riviste internazionali come Diapason, The Guardian, PianoNews, Gramophone e molte altre. Andrew Clements (The Guardian) lo definisce: “Esaltante, una vera rivelazione!”, e Robert Nemececk (PianoNews) scrive: “considerato uno dei più grandi interpreti contemporanei di questo compositore [Alkan] nessun altro pianista come Maltempo è riuscito a dominare in modo così ben congegnato e orchestrale le enormi difficoltà della sua musica”.
Maltempo ha inciso e suonato le opere più importanti di Alkan ed è uno dei pochissimi interpreti ad aver suonato l’intera raccolta dei suoi mastodontici “Douze études dans toutes les tons mineurs” op. 39 in un unico recital, a Yokohama, nel Novembre 2013. Come risultato della sua continua opera di riscoperta e promozione della musica di Alkan è stato nominato membro onorario della “Alkan Society” di Londra. Nel 2019 comincia la sua collaborazione con la prestigiosa casa editrice tedesca G. Henle Verlag. Nel 2020 viene pubblicata dalla casa editrice Florestano la sua biografia sul compositore, la prima in italiano.
Vincenzo Maltempo è definito un “musicista pieno di risorse con una tecnica ed una intelligenza formidabili” (Jeremy Lee, Top Ear), dai “suoni come scolpiti nel marmo” (PianoNews). Elogiato da molti grandi pianisti contemporanei, Alexander Lonquich scrive di lui come di “un pianista / musicista fuori dal comune […]. E’ uno dei pochi che possono rendere giustizia alla musica Alkan, che sembra non avere segreti per lui. Maltempo tende generalmente ad esplorare i lati estremi di uno stile. Non mi sorprende che il suo ultimo CD dedicato a Schumann abbia colpito nel centro. Raramente, se non mai ho ascoltato una Humoreske così convincente e multiforme allo stesso tempo […]
Non stupisce di certo la sua dedizione al lavoro di trascrizione di importanti partiture orchestrali […] E un ultima cosa importante: si ha la sensazione che per lui lo strumento sia sempre un mezzo e non un fine in se stesso”. Il celebre critico musicale Bryce Morrison su Gramophone apprezza la sua dinamica sgargiante e colorata, che accosta a quella di un Horowitz, e Lorenzo Arruga – giornalista e critico musicale italiano – riconosce nel suo “fraseggio libero, nel suo tocco caldo e nel suo atteggiamento di amore per i compositori e la musica” un profondo legame con la ‘scuola pianistica di un tempo’. Nonostante la giovane età, Vincenzo Maltempo può contare nella sua discografia, oltre a cinque CD con opere di Alkan (raccolti nel 2014 in un cofanetto), numerosi altri titoli: a Franz Liszt ha dedicato due CD, “Klavierwerke” (Gramola 2009), e “The complete Hungarian Rhapsodies” (Piano Classics, 2016), doppio cd nominato da Gramophone come “Editor’s choice” e definita “la più bella integrale che abbia mai ascoltato” da Paul Ruckert nella sua recensione al disco sulla stessa rivista; a Robert Schumann (Piano Classics 2014) un disco con importanti lavori pianistici; un doppio CD (Brilliant Classics 2014) con il violinista Carmelo Andriani, alla musica per violino e pianoforte di Michele Esposito (un compositore italo/irlandese poco noto al grande pubblico); mentre alla musica di S. Lyapunov (Piano Classics, Aprile 2017) riserva un’importante incisione dei 12 Studi Trascendentali, che si aggiunge alle pochissime precedenti testimonianze discografiche complete esistenti e che guadagna critiche a 5 stelle su Diapason e su altre riviste italiane ed estere. Nel 2018, e sempre per la Piano Classics, vede la luce un doppio CD con i due Concerti per Pianoforte e Orchestra di J. Brahms, registrati live con la Mitteleuropa Orchestra diretta da Marco Guidarini, mentre nel 2019 per la stessa etichetta viene pubblicato un doppio CD con le 10 Sonate per pianoforte A. Skrjabin: è il primo italiano nella storia ad inciderne l’integrale.
Ultime incisioni discografiche includono l’opera pianistica completa di P. Dukas e l’integrale dei Notturni di F. Chopin.
Vincitore del Premio Venezia 2006 al Teatro La Fenice, la sua carriera concertistica internazionale lo vede da quel punto esibirsi nei più importanti festival e teatri d’Europa (Venezia “La Fenice”, Cagliari “Teatro Lirico”, Spoleto “Festival dei due Mondi”, Festival F. Liszt di Raiding, “Raritäten der Klaviermusik” a Husum etc), America (Miami “International Piano Festival”, etc), Messico (“Festival Internacional de Piano en Blanco y Negro”), Asia. Il suo percorso musicale, iniziato spontaneamente in età molto precoce nella sua famiglia, è fortemente influenzato da Salvatore Orlando, pianista e insegnante, allievo di Sergio Fiorentino, con il quale si diploma nel 2005 al Conservatorio S. Cecilia di Roma con il massimo dei voti e la lode. I suoi studi proseguono in seguito con Riccardo Risaliti presso l’Accademia pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, dove ha la possibilità di frequentare masterclass con pianisti come V. Aschkenazy, O. Marshev, R. Levin, Z. Kocsis e altri.
Le sue trascrizioni pianistiche sono pubblicate dalla Ries&Erler di Berlino e dalla MusePress di Tokyo.
Dal 2017 è fondatore e direttore artistico del “Premio Alkan per il virtuosismo pianistico”, evento annuale che ha luogo al Castello di Castano, nel piacentino.
Vincenzo Maltempo vive a Torino ed è docente di pianoforte principale al Conservatorio “G. Verdi” di Torino.