Ilaria Nallira, nata nel 1998 e originaria di Atri, inizia lo studio del violino all’età di undici anni. Nel 2017 è ammessa al Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara, dove consegue il titolo triennale con il M° Piero Binchi, ottenendo la distinzione di Lode, e il titolo biennale con votazione di 110 e Lode sotto la guida del M° Diego Conti. Dal 2020 al 2024 ha studiato presso l’Accademia Musicale di Firenze sotto la guida dei Maestri Oleksandr Semchuk e Ksenia Milas. Diplomata nel 2025 all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al corso di perfezionamento in Musica da Camera tenuto dal M° Ivan Rabaglia.
Attualmente è iscritta alla Fondazione Accademia di Imola.
Ilaria si esibisce regolarmente in qualità di solista e in formazioni cameristiche, collaborando con prestigiose realtà musicali come l’Associazione Harmonia Novissima a Ovindoli (AQ), l’Associazione Aequa 20 di Vico Equense (NA), l’Associazione musicale “Stanze dell’Arte” presso il Teatro Comunale Mauro Pagano (MN), il Comune di Cepagatti (PE), la Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” di Pescara, l’Associazione “Amici della Musica Walter De Angelis” di Campobasso, la Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli” di Teramo, la Camerata
Musicale Sulmonese di Sulmona (AQ), Officina Musicale, Musica nelle case ecc. Ha partecipato a concorsi organizzati dall’Accademia Musicale Pescarese, al concorso “Francesco Paolo Tosti”, al concorso “Città di Penne”, al “8th International Artists Online Competition Cremona” e al concorso internazionale “Paolo Barrasso”, nei quali ha ottenuto il primo premio. Nel 2017, si esibisce con l’Orchestra Nazionale dei Licei Musicali Italiani al Castello Caetani di Sermoneta (LT) nell’ambito del 53° Festival Pontino. Ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’Orchestra Sinfonica dei Conservatori Italiani, l’Orchestra Femminile del Mediterraneo, GoOpera e altre formazioni di rilievo. Ilaria ha partecipato a Masterclass con Maestri di fama internazionale come Cecilia Laca, Oleksandr Semchuk, Ksenia Milas, Francesco Manara, Simone Pirri, Antonio ed Ettore Pellegrino, Augusto Vismara, Mario Montore, il Trio di Parma, Bruno Canino e Boguslawa.
Suona un violino fiorentino: Edoardo Nesi 2024.
Mirko Iannucci, classe 1994. A sei anni inizia lo studio del pianoforte. A tredici anni, grazie all’incontro con il M° Adriano Ranieri, scopre il mondo della fisarmonica bayan e ne inizia lo studio presso il Conservatorio “L. Refice” di Frosinone. Sotto la guida del M° Adriano Ranieri, nel 2018 consegue il Diploma di Vecchio Ordinamento in Fisarmonica con votazione 10/10 e, nel 2020, si diploma con Lode e Menzione d’Onore al corso di secondo livello in Fisarmonica. La dedizione alla musica lo porta a proseguire il percorso di studi, conseguendo nel 2022 il diploma di secondo livello in Musica da Camera con votazione 110 e Lode.
Nel corso degli anni frequenta numerose masterclass con alcuni dei nomi più importanti nel panorama fisarmonicistico mondiale, quali: M. Vayrynen, F. Deschamps, V. Semionov, Y. Shishkin, S. Hussong, F. Angelis, B. Vasovic, P. Feniuk, A. Dimitriev, T. Anzellotti, P. Makkonen, F. Lips, J.L. Manca, V. Zubitsky, Y. Medianik, A. Selivanov e V. Blagojevic.
Ottiene numerose vittorie in concorsi nazionali e internazionali di fisarmonica. Nel 2018 vince l’XI edizione del Concorso Internazionale “ΒΙЗЕРУНКИ ПРИКАРПАТТЯ” svolto a Drohobych (Ucraina).
Si esibisce in concerti solistici e in gruppi cameristici in occasione di manifestazioni come “Estate ai Tempietti Romani” di Chieti e “Concerti nei borghi più belli d’Italia” a Castel del Monte (AQ). Ha suonato per la Società del Teatro e della Musica “L. Barbara” di Pescara, per l’Associazione “Amici della Musica Walter De Angelis” di Campobasso, per la Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli” di Teramo e per la “Camerata Musicale Sulmonese” di Sulmona (AQ). Alterna l’attività artistica a quella didattica. È docente di Fisarmonica presso il Liceo Musicale “Delfico
Montauti” di Teramo e, precedentemente, presso il Liceo Musicale “O. Flacco” di Venosa (PZ). Attualmente è diplomando al corso di secondo livello in Didattica della Musica, indirizzo Didattica dello Strumento, presso il Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara. Ha conseguito il Master di II° livello “Teoria e pratica della formazione alla musica d’insieme” presso l’Università di Roma Tre.
Suona una fisarmonica Bugari, modello Bayan Selecta.
Georg Friedrich Händel (1685–1759)
Sonata per violino e basso continuo n. 4 HWV 371
Affettuoso
Allegro
Larghetto
Allegro
Johann Sebastian Bach (1685–1750)
Sonata per violino e cembalo obbligato n. 4 BWV 1017
Siciliano. Largo
Allegro
Adagio
Allegro
Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791)
Sonata per violino e pianoforte in sol maggiore K. 301
Allegro con spirito
Allegro
Tomaso Antonio Vitali (1663–1745)
Ciaccona per violino e basso continuo
Nel comune di Tricase (Capo di Leuca), tra serre con eccezionali presenze botaniche (macchia mediterranea), un mare ricco di coralligeno ed acque cristalline, circondata dagli ultimi esemplari di Querce Vallonee, immersa in un bosco di ulivi secolari, è situata l’azienda Agrituristica “Gli Ulivi”.
L´ubicazione in Marina Serra, contrada Palane, ad 1,5 Km dal mare e 2 Km dal centro abitato, in un territorio agreste rimasto incontaminato, dove i muri a secco e le “paiare” indicano ancora l’antico umanesimo delle pietre, fa sì che l’ospite diventi un tutt´uno con la natura integrandosi ai suoi ritmi ed ai suoi tempi.
L’azienda condotta da Giulio e Cesarina offre ospitalitá nell´agricampeggio in spazi aperti all’ombra di maestosi ulivi secolari.
L’azienda Agrituristica Gli Ulivi è inserita in un piccolo distretto rurale della Multifunzionalità e della Pluriattività denominato “Contrada Rurale Palane Marina Serra”. La contrada rurale è un pezzo di territorio che si è organizzato e strutturato attingendo dalla fonte dei valori sociali, economici ed ambientali della ruralità.
Tale organizzazione permette agli ospiti di vivere in una comunità viva, vera ed accogliente. La contrada è inserita in zona SIC e per una parte riguardante le serre salentine nel Parco Naturale di Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase.
La contrada è caratterizzata da grandi estensioni di ulivi secolari e maestose querce vallonee che si specchiano nelle acque azzurre e cristalline della Marina Serra di Tricase, unendo di fatto le due grandi culture del Contadino e del Pescatore. Essa mette a disposizione i suoi saperi, le maestrie e i sapori che quotidianamente i suoi agricoltori, ed i pescatori da anni e secoli trasformano in prodotti della migliore gastronomia salentina e in eventi culturali musicali e teatrali.
La tutela e la manutenzione della stessa è affidata dal comune agli anziani e giovani agricoltori della zona. La Contrada è uno stile di vita che si riprende i valori della ruralità, solidarietà e reciprocità. La contrada è una biblioteca vivente dove ognuno può consultare i segni, le tradizioni e può partecipare alla vita e alla produzione degli abitanti.
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Giulio Rovighi, nato nel 1970, è stato introdotto giovanissimo alla musica dal nonno Guido Della Costanza, storica “spalla” del Teatro Comunale di Bologna, stimatissimo dall’allora direttore stabile Sergiu Celibidache che lo considerava “un concertista prestato all’orchestra”. Sotto la sua guida e successivamente sotto quella del padre Luigi Rovighi (violinista e noto musicologo), si è diplomato presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna con il massimo dei voti e la lode.
Ha proseguito gli studi con Cristiano Rossi e con Dora Schwarzberg, perfezionandosi poi con Salvatore Accardo presso l’Accademia “W. Stauffer” di Cremona dal 1992 al 1999.
Nel 1994 è stato invitato da Salvatore Accardo come “giudice del suono” al 7° Concorso Internazionale di Liuteria “Stradivari” di Cremona.
Dopo aver collaborato come “concertino” per diversi anni con l’”Orchestra del Teatro alla Scala”, ha collaborato come “spalla” con l’”Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia”, con l’”Orchestra del Teatro La Fenice”, con l’Orchestra Philarmonia Wien, con l’”Orchestra Haydn” e con l’”Orchestra Regionale delle Marche”.
Numerosi i concerti tenuti da solista con varie orchestre come l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, con la quale ha eseguito il primo Concerto di Paganini, e l’Orchestra da Camera Italiana che lo ha visto spesso solista insieme al maestro Accardo.
Dal 2008 al 2024 è primo violino del Quartetto Prometeo con il quale ha svolto attività concertistica in tutto il mondo e per le principali stagioni italiane come Società del Quartetto di Milano (Sala Verdi), Milano Musica, Unione musicale di Torino, MITO, GOG di Genova, Musica Insieme Bologna (Teatro Manzoni), Amici della Musica di Padova, Amici della musica di Firenze (Teatro La Pergola), Accademia Chigiana di Siena, Filarmonica Romana (Teatro Argentina).
Intensa anche l’attività discografica: ha registrato per Amadeus l’integrale dei quartetti di Schumann, per Kairos l’integrale dei quartetti di Salvatore Sciarrino, per ECM musiche di Stefano Scodanibbio; due cd per Brilliant: uno con l’integrale di Hugo Wolf e l’altro con Debussy e Szymanowsky, per Sony Classical “Arcana”.
Nel 2012 con il Quartetto Prometeo è stato premiato “Leone d’argento” alla Biennale di Venezia.
Parallelamente all’attività concertistica si dedica anche all’insegnamento: vincitore del Concorso Nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione, dal 1994 è docente in ruolo di violino; attualmente insegna presso il Conservatorio “Respighi” di Latina.
Suona un Goffredo Cappa (Cremona 1682) e un Carlo Tononi (Bologna 1754).
I premi che hanno salutato l’arrivo di Anna Caterina Antonacci sulla scena lirica sono tanto prestigiosi quanto significativi. Il Concorso Internazionale di Voci Verdiane a Parma nel 1988, il Concorso Maria Callas, e il Concorso Pavarotti: la cantilena, la capacitá espressiva, ma soprattutto la voce. Dal Rossini brillante del debutto è presto passata al Rossini serio con Mosè in Egitto, Semiramide, Elisabetta, regina d’Inghilterra, ed Ermione. Ha poi proseguito con parti nobili e classiche quali le regine di Donizetti, le mozartiane Elvira, Elettra e Vitellia, e infine Gluck Armide, con la regia di Pier Luigi Pizzi e diretto da Riccardo Muti, aprí la stagione 1996-97 alla Scala. Seguirono Alceste, sia a Parma che a Salisburgo, e la Medea di Cherubini (a Tolosa e al Théâtre du Châtelet di Parigi).
Nel 2003 il suo trionfo come Cassandra nei Troiani allo Châtelet con Sir John Eliot Gardiner ha segnato il passaggio alle grandi eroine del repertorio francese, sui passi di Régine Crespin, nonché la nascita di una tragedienne e di una grande attrice. Ne La Juive e Carmen (rispettivamente a Covent Garden con Pappano and all’Opéra Comique con Gardiner), Antonacci ha fatto rivivere la tradizione lirica francese all’insegna di Viardot, altra grande interprete rossiniana. Dopo Agrippina e Rodelinda di Haendel, è stata Poppea a Monaco e Nerone a Parigi nella stessa Incoronazione di Poppea – queste diverse incarnazioni hanno prodotto l’ispirazione per Era la notte, il suo one-woman show intorno al Combattimento. Ultimamente, la collaborazione con Donald Sulzen ha portato Antonacci a concentrarsi sempre piú sulla melodia, sia questa italiana (Tosti, Respighi) o francese, vedi Fauré (L’horizon chimérique), Debussy e Reynaldo Hahn.
Nelle stagioni successive di particolare rilievo sono state Carmen al Royal Opera House di Londra e Cassandra in Les Troyens alla Scala diretto da Pappano, Iphigenie en Tauride al Grand Theatre de Geneve e la prima mondiale della Ciociara di Marco Tutino all’Opera di San Francisco e al Teatro Lirico di Cagliari, la Sancta Susana alla Bastille.
Anna Caterina ha cantato La Voix humaine in una nuova regia di Emma Dante al Teatro Comunale di Bologna seguito da Gloriana in una nuova produzione di David McVicar al Teatro Real Madrid e nel suo debutto in Iocasta in Oedipus Rex al Concertgebouw. Ha inoltre cantato Iphigenie en Tauride in una regia di Emma Dante al Circuito lombardo, la Voix humaine al Festival di Verbier e Dialogues des Carmelites in una nuova regia di Emma Dante all’Opera di Roma e al Bayerische Staatsoper seguito dalla Voix humaine al Theater an der Wien.
Nel 2009, Anna Caterina ha ricevuto la Chevalier de l’Ordre National de la Legion d’honneur, riconoscimento per i suoi meriti artistici e contributo alla cultura francese.
La personalità artistica di Vincenzo Maltempo ha trovato un’importante collocazione nell’eterogeneo panorama musicale contemporaneo soprattutto grazie al suo impegnativo lavoro di riscoperta e di diffusione della musica di Charles Valentin Alkan, del quale è oggi considerato come uno dei più autorevoli interpreti e conoscitori al mondo.
Dal 2011, infatti, Maltempo ha intrapreso un’intensa attività discografica registrando i lavori più importanti del compositore francese per l’etichetta Piano Classics; questo notevole lavoro ha attirato l’attenzione delle più rinomate riviste internazionali come Diapason, The Guardian, PianoNews, Gramophone e molte altre. Andrew Clements (The Guardian) lo definisce: “Esaltante, una vera rivelazione!”, e Robert Nemececk (PianoNews) scrive: “considerato uno dei più grandi interpreti contemporanei di questo compositore [Alkan] nessun altro pianista come Maltempo è riuscito a dominare in modo così ben congegnato e orchestrale le enormi difficoltà della sua musica”.
Maltempo ha inciso e suonato le opere più importanti di Alkan ed è uno dei pochissimi interpreti ad aver suonato l’intera raccolta dei suoi mastodontici “Douze études dans toutes les tons mineurs” op. 39 in un unico recital, a Yokohama, nel Novembre 2013. Come risultato della sua continua opera di riscoperta e promozione della musica di Alkan è stato nominato membro onorario della “Alkan Society” di Londra. Nel 2019 comincia la sua collaborazione con la prestigiosa casa editrice tedesca G. Henle Verlag. Nel 2020 viene pubblicata dalla casa editrice Florestano la sua biografia sul compositore, la prima in italiano.
Vincenzo Maltempo è definito un “musicista pieno di risorse con una tecnica ed una intelligenza formidabili” (Jeremy Lee, Top Ear), dai “suoni come scolpiti nel marmo” (PianoNews). Elogiato da molti grandi pianisti contemporanei, Alexander Lonquich scrive di lui come di “un pianista / musicista fuori dal comune […]. E’ uno dei pochi che possono rendere giustizia alla musica Alkan, che sembra non avere segreti per lui. Maltempo tende generalmente ad esplorare i lati estremi di uno stile. Non mi sorprende che il suo ultimo CD dedicato a Schumann abbia colpito nel centro. Raramente, se non mai ho ascoltato una Humoreske così convincente e multiforme allo stesso tempo […]
Non stupisce di certo la sua dedizione al lavoro di trascrizione di importanti partiture orchestrali […] E un ultima cosa importante: si ha la sensazione che per lui lo strumento sia sempre un mezzo e non un fine in se stesso”. Il celebre critico musicale Bryce Morrison su Gramophone apprezza la sua dinamica sgargiante e colorata, che accosta a quella di un Horowitz, e Lorenzo Arruga – giornalista e critico musicale italiano – riconosce nel suo “fraseggio libero, nel suo tocco caldo e nel suo atteggiamento di amore per i compositori e la musica” un profondo legame con la ‘scuola pianistica di un tempo’. Nonostante la giovane età, Vincenzo Maltempo può contare nella sua discografia, oltre a cinque CD con opere di Alkan (raccolti nel 2014 in un cofanetto), numerosi altri titoli: a Franz Liszt ha dedicato due CD, “Klavierwerke” (Gramola 2009), e “The complete Hungarian Rhapsodies” (Piano Classics, 2016), doppio cd nominato da Gramophone come “Editor’s choice” e definita “la più bella integrale che abbia mai ascoltato” da Paul Ruckert nella sua recensione al disco sulla stessa rivista; a Robert Schumann (Piano Classics 2014) un disco con importanti lavori pianistici; un doppio CD (Brilliant Classics 2014) con il violinista Carmelo Andriani, alla musica per violino e pianoforte di Michele Esposito (un compositore italo/irlandese poco noto al grande pubblico); mentre alla musica di S. Lyapunov (Piano Classics, Aprile 2017) riserva un’importante incisione dei 12 Studi Trascendentali, che si aggiunge alle pochissime precedenti testimonianze discografiche complete esistenti e che guadagna critiche a 5 stelle su Diapason e su altre riviste italiane ed estere. Nel 2018, e sempre per la Piano Classics, vede la luce un doppio CD con i due Concerti per Pianoforte e Orchestra di J. Brahms, registrati live con la Mitteleuropa Orchestra diretta da Marco Guidarini, mentre nel 2019 per la stessa etichetta viene pubblicato un doppio CD con le 10 Sonate per pianoforte A. Skrjabin: è il primo italiano nella storia ad inciderne l’integrale.
Ultime incisioni discografiche includono l’opera pianistica completa di P. Dukas e l’integrale dei Notturni di F. Chopin.
Vincitore del Premio Venezia 2006 al Teatro La Fenice, la sua carriera concertistica internazionale lo vede da quel punto esibirsi nei più importanti festival e teatri d’Europa (Venezia “La Fenice”, Cagliari “Teatro Lirico”, Spoleto “Festival dei due Mondi”, Festival F. Liszt di Raiding, “Raritäten der Klaviermusik” a Husum etc), America (Miami “International Piano Festival”, etc), Messico (“Festival Internacional de Piano en Blanco y Negro”), Asia. Il suo percorso musicale, iniziato spontaneamente in età molto precoce nella sua famiglia, è fortemente influenzato da Salvatore Orlando, pianista e insegnante, allievo di Sergio Fiorentino, con il quale si diploma nel 2005 al Conservatorio S. Cecilia di Roma con il massimo dei voti e la lode. I suoi studi proseguono in seguito con Riccardo Risaliti presso l’Accademia pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, dove ha la possibilità di frequentare masterclass con pianisti come V. Aschkenazy, O. Marshev, R. Levin, Z. Kocsis e altri.
Le sue trascrizioni pianistiche sono pubblicate dalla Ries&Erler di Berlino e dalla MusePress di Tokyo.
Dal 2017 è fondatore e direttore artistico del “Premio Alkan per il virtuosismo pianistico”, evento annuale che ha luogo al Castello di Castano, nel piacentino.
Vincenzo Maltempo vive a Torino ed è docente di pianoforte principale al Conservatorio “G. Verdi” di Torino.