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Si alza il sipario sul Festival del Capo di Leuca 2025 con il prestigioso Quintetto di Ottoni della Scala
Si alza il sipario sul Festival del Capo di Leuca 2025 con il prestigioso Quintetto di Ottoni della Scala
Con un evento di grande prestigio prende il via l’edizione 2025 del Festival del Capo di Leuca, giunto alla sua quinta edizione. Ad aprire ufficialmente la rassegna sarà un concerto straordinario, capace di coniugare la solennità dell’opera con l’energia trascinante del musical.
📍 Castello Valentini – Morciano di Leuca
📅 Domenica 20 luglio 2025, ore 21:00
Protagonista della serata inaugurale sarà il celebre Quintetto di Ottoni del Teatro alla Scala di Milano, formazione di riferimento nel panorama musicale italiano ed europeo. Il programma, intitolato “L’Opera e il Musical: la chiave del Quintetto di Ottoni della Scala”, propone un emozionante viaggio tra stili e linguaggi diversi, in un equilibrio perfetto tra raffinatezza e spettacolarità.
Gli interpreti:
Francesco Tamiati, tromba
Marco Toro, tromba
Emanuele Giovanni Urso, corno
Daniele Morandini, trombone
Javier Castano Medina, tuba
Il programma:
Un’antologia di capolavori immortali che spazia da Rossini a Puccini, da Mascagni a Dukas, per poi toccare le inconfondibili atmosfere di Gershwin e Bernstein. L’incontro tra due mondi – quello lirico e quello teatrale americano – promette di accendere l’estate del Capo di Leuca con colori, ritmo e grande emozione.
Un’occasione unica per ascoltare dal vivo una delle formazioni cameristiche più rinomate d’Italia, immersi nella suggestiva cornice del Castello Valentini, nel cuore del Salento.
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Guida all’ascolto – a cura del M° Cristian Musio:
Il Castello di Morciano di Leuca, meraviglia salentina originaria del XIV secolo, non può rappresentare scenario migliore per la solenne apertura della V edizione del Festival del Capo di Leuca. La rassegna cameristica internazionale affida al Quintetto di ottoni del Teatro alla Scala di Milano il concerto inaugurale, un trionfo assicurato dalla levatura dell’ensemble (Marco Toro e Francesco Tamiati alle trombe, Emanuele Urso al corno, Daniele Morandini al trombone e Javier Castaño Medina alla tuba, prime parti dell’orchestra scaligera) e dal programma che questo propone al pubblico leucano.
La Fanfare pour précéder La Péri, apertura del balletto La Péri, è l’esordio perfetto del ricco palinsesto di Eleusi: la sezione iniziale della Fanfare di Dukas (autore del più celebre L’apprendista stregone) è uno slancio eroico e al contempo elegante che fa della solennità la veste principale; veste che per alcune battute si apre, come per lasciar intravedere la sinuosità delle forme quasi impressioniste dell’opera, salvo poi richiudersi e tornare alla magnificenza iniziale. La Péri, del resto, è un balletto commissionato da Djagilev, leggendario fondatore della compagnia dei Balletti russi e impresario attivo tra il XIX e il XX secolo, incentrato sul desiderio umano di immortalità, sulla seduzione e sulla bellezza dei timbri. Un fiore è l’oggetto della battaglia danzante tra un principe che brama l’eterna giovinezza e una creatura fantastica che ne detiene il nettare (il Fiore, appunto), ma che non può cederlo, poiché è per lei strumento di ascesa al Cielo. La Fanfara, oltre a svelare i contorni eleganti della leggenda orientale a cui il balletto si ispira, descrive il gioco tra i due personaggi e ne valorizza i tratti.
Meglio note al grande pubblico, senza dubbio, risulteranno la trascrizione per ottoni dell’Intermezzo di Cavalleria Rusticana di Mascagni, la Fantasia dal Barbiere di Siviglia di Rossini e la Suite da Bohème di Puccini: un trittico che ha poco bisogno di presentazioni e lascia pregustare la ricchezza timbrica di questi nobili strumenti applicata alla raffinatezza delle celebri pagine dei tre Maestri.
Il passaggio al genere del musical è “preparato” dalle sinuose linee melodiche di Bess, is you my woman now, duetto dell’opera Porgy and Bess di George Gershwin su testi del fratello Ira e del librettista principale DuBose Heyward. La storia del mendicante zoppo Porgy e del suo amore per la bella Bess, a sua volta prigioniera nelle grinfie dello scaricatore Crown, prende forma con la scrittura sempre ammiccante del genio americano. Il duetto decanta fiero un sentimento ricambiato sullo sfondo della rivalsa dei reietti di Charleston.
La gemma di Leonard Bernstein, West Side Story, è probabilmente la sua fatica compositiva più conosciuta, forse quella che lo racconta meglio: il conflitto tra le due bande rivali e l’amore proibito tra Tony e Maria è reso da un trattamento musicale sempre sensibile alle tematiche complesse del libretto di Laurents e Sondheim (un adattamento del Romeo e Giulietta shakespeariano alla Upper West Side della New York di fine anni Cinquanta). L’espressività e la frizzantezza della musica di Bernstein tendono la mano ai colori caldi e brillanti degli ottoni e offrono il terreno ideale per esaltare le qualità tecniche degli strepitosi artisti impegnati in questa prima serata dell’estate targata Eleusi APS.
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