Con un repertorio esteso e diverso, la notorietà internazionale del giovane pianista Cristian Sandrin si è sviluppata con ogni sua apparizione pubblica, per mezzo dei suoi recital pianistici, come solista, della musica camerale o dei concerti con orchestra. Nel settembre del 2017, Cristian ebbe il recital di debutto a Wigmore Hall. Nel passato, sostenne concerti su diversi altri palchi londinesi, come: St.Martin in the Fields, il Club Nazionale Liberale, St.James Piccadily, il Tempio Massonico londinese e Queen Elisabeth Hall. Nel periodo 2018-2020, Cristian fu invitato a esibirsi in recital e concerti con orchestra nel grande tour che incluse città appartenendo all’intero arcipelago britannico, seguendo il programma artistico offerto da Countess of Munster Recital Scheme. Altri palchi importanti europei in cui si è esibito sono: Salle Cortot di Parigi, Teatro “La Fenice” di Venezia, Palazzo Montepulciano (Italia), Leipzig Hochschule (Germania), Salla Manuel de Falla, Madrid( Spagna), Sala della Filarmonica di Sofia (Bulgaria) e quella dell’ Ateneo Romeno di Bucarest. Cristian fu invitato al Festival Internazionale di pianoforte di Naarden, in Olando, al Festival Eifel Musicale, in Germania e al Festival KamerArt, in Romania.
Recentemente, Cristian ha interpretato ” Le Variazioni Goldberg”, nella sala Radio di Bucarest, il concerto essendo trasmesso in diretta alla radio locale e in diversi paesi europei. Nato ed educato in una famiglia con tradizione musicale, il papà essendo Sandu Sandrin, pianista e professore, Cristian Sandrin ha iniziato lo studio del pianoforte con Marina Dragomirescu e più tardi con Cristian Dumitrescu, assolvendo i corsi del Collegio Nazionale Artistico ” Dinu Lipatti” di Bucarest. Più tardi, in Gran Bretagna, Cristian ha assolto i corsi della ” Royal Academy of Music”, con First Class Honours. Ha compiuto gli studi con Advanced Diploma, alla famosa ente britannica, avendo come maestri Diana Ketler e Christopher Elton. I suoi studi sono stati sostenuti materialmente dalle fondazioni ABRSM, Help Musicians UK, Hattori Foundation, Tillet Trust, the Countess of Munster Musical Trust, Harold Craxon Memorial Fund e John S.Cohen Foundation. Nel 2017, Cristian ha ricevuto una borsa fellowship dalla Philarmonia Orchestra. Attualmente, Cristian e’ guidato dalla famosa pianista Dame Imogen Cooper, a Londra e dal maestro americano Grant William Nabore’, a Roma.
Cristian Sandrin suona spesso in Romania dove a debuttato con successo insieme con la Filarmonica George Enescu e il maestro Christian Badea. È stato sollecitato come solista a collaborare anche con la Filarmonica “Mihail Jora” di Bacau, con la Filarmonica Statale di Sibiu, con la Filarmonica di Ramnicu-Valcea, Targu Jiu, Oxford Simfonia e con l’ Orchestra Sinfonica di Bucarest, avendo come direttori d’orchestra i maestri Ovidiu Balan, Florin Totan, Constantin Adrian Grigore e Marc Cikes. Durante gli studi, Cristian ha condotto dal pianoforte molti concerti di Mozart e, nel giugno del 2017, ha debuttato, con il suo complesso camerale al “Piano Festival Chamber Ensemble”, al Royal Academy of Music, dove ha interpretato il Concerto no.27 in Si bemolle K595.
La musica camerale occupa un posto importantissimo nella carriera del giovane pianista. Recentemente, ha proposto al pubblico il suo complesso camerale AEon Ensemble, nel passato essendo tante volte borsista del Festival SoNoRo, collaborando durante gli anni con Andrei Ionita, Lydia Hillerudh, Margarita e Kristine Belanas, Razvan Popovici, Razvan Suma, Diana Ketler, Marisol Lee, Moriarty Winds Ensemble e il quartetto Fitzroy.
Tanti premi nazionali e internazionali si trovano nel palmares del giovane artista: primo premio al Concorso Internazionale “Citta’ di Oleggio” (2019), Windsor International Piano Competition (2018), Sheepdrove Intercollegiate Piano Competition (2018), Pianoforte e Orchestra di San Daniele Piano Meeting (2011), primo posto al Concorso Internazionale Yourii Boukoff, a Sofia (2009), primo posto al Concorso ProPiano (2011), secondo posto al concorso organizzato da Automobile Club de France (2010) e primo posto alle Olimpiadi Nazionali d’Interpretazione Musicale (2005-2011). Semifinalista del Concorso Vendome Prize, nel ambito del Festival di Verbier, e semifinalista nel Concorso di Montreal, Cristian Sandrin ha partecipato anche al Concorso Chopin di Varsavia(2021).
Ha lanciato sul mercato il suo CD di debutto, ” Correspondences”, assieme alla Casa discografica belga “Antarctica”. Il CD è stato nominato “Cd del mese” dalla rivista Piano News in Germania, ed è stato trasmesso dalle stazioni radio di tutta Europa: Radio Rai 3, Radio France Musique, Bayerische Rundfunk, Radio Romania Muzical. Nel marzo 2025, Cristian lancia il suo secondo CD dedicato alle Sonate finali per pianoforte di Beethoven. Nel maggio 2025 Cristian lancia un terzo CD con l’integrale delle Suite per tastiera di Henry Purcell registrate su un pianoforte moderno.
Durante la pandemia, Cristian ha messo in opera numerosi recital virtuali, in collaborazione con Oxford and Cambridge Club, Imogen Cooper Music Trust e L’ Istituto Culturale Romeno di Londra e New York. Dal 2022, Cristian è direttore artistico associato della Kettner Society, società musicale londinese che organizza concerti al Club Nazionale Liberale, nel cuore pulsante della capitale inglese, aiutando giovani musicisti e compositori e offrendo loro opportunità concertistiche nel centro di Londra.
In aprile 2023 Cristian presentava al pubblico londinese un recital con le ultime Tre Sonate di Beethoven, a LSO St. Luke’s. Successivamente, nel 2023, ha eseguito le Variazioni Goldberg nel suo recital pubblico al Konzerthaus di Berlino. Nel 2025 ha tenuto il suo recital di debutto da solista a Milano durante la prestigiosa serie Serate Musicali, nonché alla St John’s Smith Square Hall di Londra.
Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791)
Sonata per pianoforte in do maggiore K. 279
Allegro
Andante
Allegro
Sonata per pianoforte in fa maggiore K. 280
Allegro assai
Adagio
Presto
Ludwig van Beethoven (1770–1827)
Sonata in fa minore op. 2 n. 1
Allegro
Adagio
Menuetto – Allegretto
Prestissimo
Sonata in do maggiore op. 2 n. 3
Allegro con brio
Adagio
Scherzo – Allegro
Allegro assai
Palazzo Piccinni sorge vicino alla chiesetta rinascimentale “Madonna delle Grazie”, noto come “Cappaddhuzza”. Si trova lungo il Corso principale, originariamente un’importante via extraurbana che conduceva al Convento Francescano, ora Chiesa dell’Addolorata. La sua posizione strategica collegava vari nuclei agricoli e frantoi ipogei, rilevanti per il commercio di oli dal porto di Gallipoli.
Il Palazzo, appartenuto alla Famiglia Piccinni, presenta una facciata tripartita a due ordini con un importante portale d’accesso. Originariamente edificato nel XVI secolo come struttura a piano terra, ha inglobato elementi di edifici preesistenti. Il portale, caratterizzato da colonne doriche e un arco ribassato, supporta una balconata aggiunta durante successivi ampliamenti, realizzata con mensole e una ringhiera in ghisa finemente decorata.
L’interno del palazzo, accessibile attraverso un portone di legno ben conservato, si sviluppa con un atrio coperto a volta e uno scoperto a forma di “T”. Gli elementi decorativi, come le colonne inglobate nei pilastri, richiamano simbolismi architettonici rinascimentali e barocchi tipici del Salento. Le pavimentazioni variano tra basolato e cocciopesto, con il cocciopesto in alcune aree danneggiato e in fase di restauro.
L’atrio scoperto presenta simmetrie rigorose, con porte e finestre che illuminano locali di interesse storico, come un salone con volte a stella e decorazioni in rilievo. La balconata interna, elegante e decorata con vasi in terracotta, è sostenuta da mensole sagomate con motivi vari e archi a tutto sesto, creando un insieme armonioso e simmetrico. Il prospetto verso il giardino si distingue per grandi archi-portali e finestre con decorazioni in carparo, mostrando un’architettura non intonacata ma ricca di dettagli artistici.
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Giulio Rovighi, nato nel 1970, è stato introdotto giovanissimo alla musica dal nonno Guido Della Costanza, storica “spalla” del Teatro Comunale di Bologna, stimatissimo dall’allora direttore stabile Sergiu Celibidache che lo considerava “un concertista prestato all’orchestra”. Sotto la sua guida e successivamente sotto quella del padre Luigi Rovighi (violinista e noto musicologo), si è diplomato presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna con il massimo dei voti e la lode.
Ha proseguito gli studi con Cristiano Rossi e con Dora Schwarzberg, perfezionandosi poi con Salvatore Accardo presso l’Accademia “W. Stauffer” di Cremona dal 1992 al 1999.
Nel 1994 è stato invitato da Salvatore Accardo come “giudice del suono” al 7° Concorso Internazionale di Liuteria “Stradivari” di Cremona.
Dopo aver collaborato come “concertino” per diversi anni con l’”Orchestra del Teatro alla Scala”, ha collaborato come “spalla” con l’”Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia”, con l’”Orchestra del Teatro La Fenice”, con l’Orchestra Philarmonia Wien, con l’”Orchestra Haydn” e con l’”Orchestra Regionale delle Marche”.
Numerosi i concerti tenuti da solista con varie orchestre come l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, con la quale ha eseguito il primo Concerto di Paganini, e l’Orchestra da Camera Italiana che lo ha visto spesso solista insieme al maestro Accardo.
Dal 2008 al 2024 è primo violino del Quartetto Prometeo con il quale ha svolto attività concertistica in tutto il mondo e per le principali stagioni italiane come Società del Quartetto di Milano (Sala Verdi), Milano Musica, Unione musicale di Torino, MITO, GOG di Genova, Musica Insieme Bologna (Teatro Manzoni), Amici della Musica di Padova, Amici della musica di Firenze (Teatro La Pergola), Accademia Chigiana di Siena, Filarmonica Romana (Teatro Argentina).
Intensa anche l’attività discografica: ha registrato per Amadeus l’integrale dei quartetti di Schumann, per Kairos l’integrale dei quartetti di Salvatore Sciarrino, per ECM musiche di Stefano Scodanibbio; due cd per Brilliant: uno con l’integrale di Hugo Wolf e l’altro con Debussy e Szymanowsky, per Sony Classical “Arcana”.
Nel 2012 con il Quartetto Prometeo è stato premiato “Leone d’argento” alla Biennale di Venezia.
Parallelamente all’attività concertistica si dedica anche all’insegnamento: vincitore del Concorso Nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione, dal 1994 è docente in ruolo di violino; attualmente insegna presso il Conservatorio “Respighi” di Latina.
Suona un Goffredo Cappa (Cremona 1682) e un Carlo Tononi (Bologna 1754).
I premi che hanno salutato l’arrivo di Anna Caterina Antonacci sulla scena lirica sono tanto prestigiosi quanto significativi. Il Concorso Internazionale di Voci Verdiane a Parma nel 1988, il Concorso Maria Callas, e il Concorso Pavarotti: la cantilena, la capacitá espressiva, ma soprattutto la voce. Dal Rossini brillante del debutto è presto passata al Rossini serio con Mosè in Egitto, Semiramide, Elisabetta, regina d’Inghilterra, ed Ermione. Ha poi proseguito con parti nobili e classiche quali le regine di Donizetti, le mozartiane Elvira, Elettra e Vitellia, e infine Gluck Armide, con la regia di Pier Luigi Pizzi e diretto da Riccardo Muti, aprí la stagione 1996-97 alla Scala. Seguirono Alceste, sia a Parma che a Salisburgo, e la Medea di Cherubini (a Tolosa e al Théâtre du Châtelet di Parigi).
Nel 2003 il suo trionfo come Cassandra nei Troiani allo Châtelet con Sir John Eliot Gardiner ha segnato il passaggio alle grandi eroine del repertorio francese, sui passi di Régine Crespin, nonché la nascita di una tragedienne e di una grande attrice. Ne La Juive e Carmen (rispettivamente a Covent Garden con Pappano and all’Opéra Comique con Gardiner), Antonacci ha fatto rivivere la tradizione lirica francese all’insegna di Viardot, altra grande interprete rossiniana. Dopo Agrippina e Rodelinda di Haendel, è stata Poppea a Monaco e Nerone a Parigi nella stessa Incoronazione di Poppea – queste diverse incarnazioni hanno prodotto l’ispirazione per Era la notte, il suo one-woman show intorno al Combattimento. Ultimamente, la collaborazione con Donald Sulzen ha portato Antonacci a concentrarsi sempre piú sulla melodia, sia questa italiana (Tosti, Respighi) o francese, vedi Fauré (L’horizon chimérique), Debussy e Reynaldo Hahn.
Nelle stagioni successive di particolare rilievo sono state Carmen al Royal Opera House di Londra e Cassandra in Les Troyens alla Scala diretto da Pappano, Iphigenie en Tauride al Grand Theatre de Geneve e la prima mondiale della Ciociara di Marco Tutino all’Opera di San Francisco e al Teatro Lirico di Cagliari, la Sancta Susana alla Bastille.
Anna Caterina ha cantato La Voix humaine in una nuova regia di Emma Dante al Teatro Comunale di Bologna seguito da Gloriana in una nuova produzione di David McVicar al Teatro Real Madrid e nel suo debutto in Iocasta in Oedipus Rex al Concertgebouw. Ha inoltre cantato Iphigenie en Tauride in una regia di Emma Dante al Circuito lombardo, la Voix humaine al Festival di Verbier e Dialogues des Carmelites in una nuova regia di Emma Dante all’Opera di Roma e al Bayerische Staatsoper seguito dalla Voix humaine al Theater an der Wien.
Nel 2009, Anna Caterina ha ricevuto la Chevalier de l’Ordre National de la Legion d’honneur, riconoscimento per i suoi meriti artistici e contributo alla cultura francese.
La personalità artistica di Vincenzo Maltempo ha trovato un’importante collocazione nell’eterogeneo panorama musicale contemporaneo soprattutto grazie al suo impegnativo lavoro di riscoperta e di diffusione della musica di Charles Valentin Alkan, del quale è oggi considerato come uno dei più autorevoli interpreti e conoscitori al mondo.
Dal 2011, infatti, Maltempo ha intrapreso un’intensa attività discografica registrando i lavori più importanti del compositore francese per l’etichetta Piano Classics; questo notevole lavoro ha attirato l’attenzione delle più rinomate riviste internazionali come Diapason, The Guardian, PianoNews, Gramophone e molte altre. Andrew Clements (The Guardian) lo definisce: “Esaltante, una vera rivelazione!”, e Robert Nemececk (PianoNews) scrive: “considerato uno dei più grandi interpreti contemporanei di questo compositore [Alkan] nessun altro pianista come Maltempo è riuscito a dominare in modo così ben congegnato e orchestrale le enormi difficoltà della sua musica”.
Maltempo ha inciso e suonato le opere più importanti di Alkan ed è uno dei pochissimi interpreti ad aver suonato l’intera raccolta dei suoi mastodontici “Douze études dans toutes les tons mineurs” op. 39 in un unico recital, a Yokohama, nel Novembre 2013. Come risultato della sua continua opera di riscoperta e promozione della musica di Alkan è stato nominato membro onorario della “Alkan Society” di Londra. Nel 2019 comincia la sua collaborazione con la prestigiosa casa editrice tedesca G. Henle Verlag. Nel 2020 viene pubblicata dalla casa editrice Florestano la sua biografia sul compositore, la prima in italiano.
Vincenzo Maltempo è definito un “musicista pieno di risorse con una tecnica ed una intelligenza formidabili” (Jeremy Lee, Top Ear), dai “suoni come scolpiti nel marmo” (PianoNews). Elogiato da molti grandi pianisti contemporanei, Alexander Lonquich scrive di lui come di “un pianista / musicista fuori dal comune […]. E’ uno dei pochi che possono rendere giustizia alla musica Alkan, che sembra non avere segreti per lui. Maltempo tende generalmente ad esplorare i lati estremi di uno stile. Non mi sorprende che il suo ultimo CD dedicato a Schumann abbia colpito nel centro. Raramente, se non mai ho ascoltato una Humoreske così convincente e multiforme allo stesso tempo […]
Non stupisce di certo la sua dedizione al lavoro di trascrizione di importanti partiture orchestrali […] E un ultima cosa importante: si ha la sensazione che per lui lo strumento sia sempre un mezzo e non un fine in se stesso”. Il celebre critico musicale Bryce Morrison su Gramophone apprezza la sua dinamica sgargiante e colorata, che accosta a quella di un Horowitz, e Lorenzo Arruga – giornalista e critico musicale italiano – riconosce nel suo “fraseggio libero, nel suo tocco caldo e nel suo atteggiamento di amore per i compositori e la musica” un profondo legame con la ‘scuola pianistica di un tempo’. Nonostante la giovane età, Vincenzo Maltempo può contare nella sua discografia, oltre a cinque CD con opere di Alkan (raccolti nel 2014 in un cofanetto), numerosi altri titoli: a Franz Liszt ha dedicato due CD, “Klavierwerke” (Gramola 2009), e “The complete Hungarian Rhapsodies” (Piano Classics, 2016), doppio cd nominato da Gramophone come “Editor’s choice” e definita “la più bella integrale che abbia mai ascoltato” da Paul Ruckert nella sua recensione al disco sulla stessa rivista; a Robert Schumann (Piano Classics 2014) un disco con importanti lavori pianistici; un doppio CD (Brilliant Classics 2014) con il violinista Carmelo Andriani, alla musica per violino e pianoforte di Michele Esposito (un compositore italo/irlandese poco noto al grande pubblico); mentre alla musica di S. Lyapunov (Piano Classics, Aprile 2017) riserva un’importante incisione dei 12 Studi Trascendentali, che si aggiunge alle pochissime precedenti testimonianze discografiche complete esistenti e che guadagna critiche a 5 stelle su Diapason e su altre riviste italiane ed estere. Nel 2018, e sempre per la Piano Classics, vede la luce un doppio CD con i due Concerti per Pianoforte e Orchestra di J. Brahms, registrati live con la Mitteleuropa Orchestra diretta da Marco Guidarini, mentre nel 2019 per la stessa etichetta viene pubblicato un doppio CD con le 10 Sonate per pianoforte A. Skrjabin: è il primo italiano nella storia ad inciderne l’integrale.
Ultime incisioni discografiche includono l’opera pianistica completa di P. Dukas e l’integrale dei Notturni di F. Chopin.
Vincitore del Premio Venezia 2006 al Teatro La Fenice, la sua carriera concertistica internazionale lo vede da quel punto esibirsi nei più importanti festival e teatri d’Europa (Venezia “La Fenice”, Cagliari “Teatro Lirico”, Spoleto “Festival dei due Mondi”, Festival F. Liszt di Raiding, “Raritäten der Klaviermusik” a Husum etc), America (Miami “International Piano Festival”, etc), Messico (“Festival Internacional de Piano en Blanco y Negro”), Asia. Il suo percorso musicale, iniziato spontaneamente in età molto precoce nella sua famiglia, è fortemente influenzato da Salvatore Orlando, pianista e insegnante, allievo di Sergio Fiorentino, con il quale si diploma nel 2005 al Conservatorio S. Cecilia di Roma con il massimo dei voti e la lode. I suoi studi proseguono in seguito con Riccardo Risaliti presso l’Accademia pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, dove ha la possibilità di frequentare masterclass con pianisti come V. Aschkenazy, O. Marshev, R. Levin, Z. Kocsis e altri.
Le sue trascrizioni pianistiche sono pubblicate dalla Ries&Erler di Berlino e dalla MusePress di Tokyo.
Dal 2017 è fondatore e direttore artistico del “Premio Alkan per il virtuosismo pianistico”, evento annuale che ha luogo al Castello di Castano, nel piacentino.
Vincenzo Maltempo vive a Torino ed è docente di pianoforte principale al Conservatorio “G. Verdi” di Torino.