Renzetti l’ha definito “di grande e rara sensibilità, essendo un ottimo violista, conosce molto bene la famiglia degli archi e sa ottenere sempre da loro un suono adeguato ed inerente ai brani suonati”.
Ramin Bahmani lo considera “un violista di spiccate qualità musicali ed umane, con un suono molto caldo e trasparente.”
Matteo Torresetti si diploma in viola col M° Pavolini, con il massimo dei voti, al Conservatorio G. Verdi di Milano nel 2012, e in violino privatamente al Conservatorio di Fermo nel 2017.
Ha studiato con alcuni dei principali Maestri del panorama internazionale: Walter Daga, Pierre-Henry Xuereb, Simone Briatore, Giovanni Menna, Danusha Waskiewicz, Adrian Mustea, Clemens Gordon, Jannis Rieke e Simonide Braconi.
Ha inciso DVD dei concerti di Beethoven per pianoforte e orchestra trascritti per pianoforte e quintetto d’archi da V. Lachner, collaborando con il Conservatorio di Milano e lo studio Limen, suonando con Federico Gad Crema, Francesco Granata e Luca Buratto.
Nel 2015 risulta idoneo per il corso formativo dell’Accademia della Scala, ricoprendo anche il ruolo di Prima Viola. Tra il 2015 e il 2016 partecipa al Britten-Pears Young Artist Programme. Nel 2016 ottiene l’idoneità come viola di fila per la Filarmonica Marchigiana.
Nel 2022 è idoneo come Prima Viola per l’Orchestra di Padova e del Veneto.
Nel 2023 supera l’audizione come viola di fila al Teatro alla Scala e ottiene il secondo posto al concorso per viola di fila al Teatro la Fenice di Venezia.
Nel 2024 conquista il terzo posto al concorso per viola di fila con obbligo della seconda parte al Regio di Torino. Dopo aver raggiunto la finale al concorso da Prima Viola del Teatro La Fenice nel 2025, viene anche chiamato per collaborazioni a tempo determinato in questo ruolo.
Come viola di fila, collabora con i Münchner Philharmoniker, la Filarmonica del Regio di Torino, la Filarmonica della Scala, il Teatro Regio di Torino e la Filarmonica Marchigiana. Dal 2024 è membro stabile dell’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia.
Come Prima Viola ha collaborato con la Filarmonica G. Rossini, l’Orchestra del Teatro Belli di Spoleto, l’Orchestra Filarmonica di Benevento, l’Orchestra di Padova e del Veneto e la Sinfonica Rossini.
Ha suonato sotto la direzione di maestri come Chung, Chailly, Young, Noseda, Dutoit, Knussen, Bychkov, Harding e Mehta.
Ha approfondito gli studi di composizione con i maestri Molino e Delli Pizzi, e si è diplomato in direzione d’orchestra con il M° Renzetti nel 2019.
Nel 2021, come direttore, partecipa alla fase Eliminatoria del Concorso di Besançon; pur non passando alla fase finale, è selezionato tra trenta candidati e invitato alla successiva edizione. Nello stesso anno ottiene il 2° premio alla IV edizione del Concorso Forcolin a Padova. Il 5 dicembre 2021 inaugura l’Orchestra di Ariadimusica con Davide Massiglia e il M° Donato Renzetti, debuttando al Teatro Italia di Roma. Sempre nel 2021 fonda l’Orchestra Lino Liviabella, poi UniMc, di cui è direttore artistico e musicale. Con questa orchestra realizza oltre quaranta concerti, collaborando con artisti come Campagnari, Burattini, Villegas, Palazzesi, Damen, Angeletti, Milovzorova, Della Chiara, Bahrami, Braconi e Serova.
Pianista solista e camerista, Adamo Angeletti si esibisce regolarmente in diversi teatri e festival in Italia, Polonia Austria, Cina, Germania tra cui: Ente Concerti di Pesaro, Appassionata, Festival dell’Opera da camera delle Marche, Comune di Cava de’ Tirreni, Imf, Taicang Festival, Associazione Spazio cultura, Incontri musicali, Castello di Sirnits, Gioventù musicale di Fermo, Conservatorio di Lublin, Tuttoingioco Festival, Castello di Montauto, L’Altra Stagione, Sirolo in musica, Galleria d’arte Idill’io, Magni festival Pistoia, Macerata Opera Festival, Conservatorio Pergolesi, Rete lirica delle Marche, Accademia Malibran, Unimc, e molti altri Successivamente al diploma in pianoforte ha studiato composizione ed ha conseguito le lauree in Didattica della musica e Biennio formazione docenti.
Ha eseguito più volte il concerto K467 di Mozart per pianoforte e orchestra e il concerto in re minore Bwv 1052 di Bach per pianoforte e archi.
Ha eseguito diverse volte i Carmina Burana di Carl Orff per 2 pianoforti coro, soli e percussioni.
Ha partecipato a diverse prime assolute come pianista e Korrepetitor (Il gabbiano e il mare, Il principe della differenziata, Mal di terra).
Si esibisce spesso in duo con il violinista Alessandro Cervo.
Attivo anche nel campo della didattica, ha partecipato come membro di giuria ad alcuni concorsi musicali ed ha tenuto masterclass in Italia, Cina, Polonia.
Nel 2022 si è esibito più volte nel doppio concerto per violino, pianoforte e orchestra d’archi con il violinista Aldo Campagnari.
Recentemente si è esibito in tournée con Ramin Bahrami con orchestra eseguendo i concerti Bwv 1060 – 1062 di J.S. Bach per due pianoforti e orchestra d’archi tra cui al Teatro Rossini di Pesaro e il Teatro Dell’Aquila di Fermo.
Al momento sta eseguendo un ciclo di concerto contenenti musiche di Lino Liviabella e Nino Rota con la violista Anna Serova.
Ha diretto più volte il Gloria di Antonio Vivaldi per coro, soli e orchestra.
Collabora da molti anni con Il Macerata Opera Festival come maestro collaboratore.
È presidente della Scuola Civica di Musica Stefano Scodanibbio di Macerata.
Attualmente è direttore del coro Unimc.
Nel 2021 ha pubblicato per l’etichetta discografica Da Vinci Classic un cd monografico su Béla Bartók contenente le Danze in ritmo bulgaro, la Sonata e le Bagatelle: Béla Bartók Piano works 1908 – 1936. Lavoro trasmesso nel corso della trasmissione “Primo movimento” Rai radio 3
Ecco alcune recensioni di riviste specializzate.
“L’italiano Adamo Angeletti si mostra in questa registrazione come un abile interprete di Bartok e aggiunge musicalità alla struttura. Dona spontaneamente a ciascuno dei brevi brani una caratteristica vita interiore.” ” Sia nei pezzi più cupi che nelle danze virtuosistiche, Adamo Angeletti rende piena giustizia a tutte le opere.
E così questo CD di Bartok, registrato su un pianoforte a coda Bechstein piacevole e dal suono caldo, risulta essere qualcosa di molto speciale, nel complesso più morbido e colorato che in altre interpretazioni.”
(Remy Frank) Pizzicato – Lussemburgo,
(tradotto dal tedesco)
:“Questa incisione di Adamo Angeletti ce ne dà una riconferma fin dall’esordio, con le miniature delle Sei Danze in ritmo bulgaro tratte da Mikrokosmos…” “Adamo Angeletti sa dare rilievo alla chiarezza di espressione in pagine pur molto complesse dal punto di vista squisitamente contrappuntistico…”
(luigi Fertonani), Brescia oggi
“Bagatelle, oserei dire, ..Di riferimento”
“Suono oggettivo, ma senza perdere una rotondità timbrica necessaria per permettere il mandare del richiamo armonico dato sia dalla ricerca debussyana, sia dal senso ritmico esemplificato dalle musiche balcaniche, magiare soprattutto, che sovrintendono l’anima che pulsa nelle Bagatelle. Encomiabile.”
(Andrea Bedetti), ClassicVoice
“Un Bartók lucente, scolpito, elegante…”
“Con una paletta timbrica fulgente l’interprete maceratese disegna un ritratto compiuto…”
” Se la Sonata appare rivelatoria…le Six dances in Bulgarian rhythm brillano per asciuttezza e concentrazione espressiva”
“Stupefacenti le Bagatelle op.6, studi di linee che stagliano spazi sonori ondeggianti sull’abisso” “Con una paletta timbrica fulgente l’interprete maceratese disegna un ritratto compiuto…”
(Letizia Michielon) Amadeus
“Disco eccellente nella linea delle consuetudini odierne”
Piero Rattalino
Robert Schumann (1810–1856)
Märchenbilder op. 113
Nicht schnell
Lebhaft
Rasch
Langsam, mit melancholischem Ausdruck
Edward Elgar (1857–1934)
Salut d’amour op. 12
Maurice Ravel (1875–1937)
Pavane pour une infante défunte
Claude Debussy (1862–1918)
Clair de Lune
Camille Saint-Saëns (1835–1921)
Il Cigno
Henri Vieuxtemps (1820–1881)
Élégie per viola e pianoforte
Gabriel Fauré (1845–1924)
Après un rêve
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840–1893)
Notturno op. 19 n. 4
Jules Massenet (1842–1912)
Meditazione dall’opera Thaïs
Johann Nepomuk Hummel (1778–1837)
Potpourri op. 94
La Cascata Monumentale di Santa Maria di Leuca si trova sul promontorio di Punta Meliso a Santa Maria di Leuca. Essa rappresenta la parte terminale dell’Acquedotto Pugliese ed unitamente alla colonna Romana ne celebrarono il completamento dei lavori. Dal 1939, anno della sua inaugurazione, la scalinata monumentale affascina per la sua bellezza perfettamente integrata con il paesaggio circostante.
Infatti, gli ingegneri sfruttarono il dislivello naturale tra il piazzale della Basilica e la parte bassa antistante il porto di Leuca, con una soluzione architettonica unica nel suo genere, carica di fascino e bellezza!
Ogni volta che si apre il sipario e l’acqua inizia a scorrere dolcemente sul pendio verso il mare, si rinnova il rito della cascata di Leuca e del suo profondo significato. Inoltre, dal 2015 l’apertura della cascata è accompagnata dall’illuminazione artistica che si muove in sincronia con la musica.
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Giulio Rovighi, nato nel 1970, è stato introdotto giovanissimo alla musica dal nonno Guido Della Costanza, storica “spalla” del Teatro Comunale di Bologna, stimatissimo dall’allora direttore stabile Sergiu Celibidache che lo considerava “un concertista prestato all’orchestra”. Sotto la sua guida e successivamente sotto quella del padre Luigi Rovighi (violinista e noto musicologo), si è diplomato presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna con il massimo dei voti e la lode.
Ha proseguito gli studi con Cristiano Rossi e con Dora Schwarzberg, perfezionandosi poi con Salvatore Accardo presso l’Accademia “W. Stauffer” di Cremona dal 1992 al 1999.
Nel 1994 è stato invitato da Salvatore Accardo come “giudice del suono” al 7° Concorso Internazionale di Liuteria “Stradivari” di Cremona.
Dopo aver collaborato come “concertino” per diversi anni con l’”Orchestra del Teatro alla Scala”, ha collaborato come “spalla” con l’”Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia”, con l’”Orchestra del Teatro La Fenice”, con l’Orchestra Philarmonia Wien, con l’”Orchestra Haydn” e con l’”Orchestra Regionale delle Marche”.
Numerosi i concerti tenuti da solista con varie orchestre come l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, con la quale ha eseguito il primo Concerto di Paganini, e l’Orchestra da Camera Italiana che lo ha visto spesso solista insieme al maestro Accardo.
Dal 2008 al 2024 è primo violino del Quartetto Prometeo con il quale ha svolto attività concertistica in tutto il mondo e per le principali stagioni italiane come Società del Quartetto di Milano (Sala Verdi), Milano Musica, Unione musicale di Torino, MITO, GOG di Genova, Musica Insieme Bologna (Teatro Manzoni), Amici della Musica di Padova, Amici della musica di Firenze (Teatro La Pergola), Accademia Chigiana di Siena, Filarmonica Romana (Teatro Argentina).
Intensa anche l’attività discografica: ha registrato per Amadeus l’integrale dei quartetti di Schumann, per Kairos l’integrale dei quartetti di Salvatore Sciarrino, per ECM musiche di Stefano Scodanibbio; due cd per Brilliant: uno con l’integrale di Hugo Wolf e l’altro con Debussy e Szymanowsky, per Sony Classical “Arcana”.
Nel 2012 con il Quartetto Prometeo è stato premiato “Leone d’argento” alla Biennale di Venezia.
Parallelamente all’attività concertistica si dedica anche all’insegnamento: vincitore del Concorso Nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione, dal 1994 è docente in ruolo di violino; attualmente insegna presso il Conservatorio “Respighi” di Latina.
Suona un Goffredo Cappa (Cremona 1682) e un Carlo Tononi (Bologna 1754).
I premi che hanno salutato l’arrivo di Anna Caterina Antonacci sulla scena lirica sono tanto prestigiosi quanto significativi. Il Concorso Internazionale di Voci Verdiane a Parma nel 1988, il Concorso Maria Callas, e il Concorso Pavarotti: la cantilena, la capacitá espressiva, ma soprattutto la voce. Dal Rossini brillante del debutto è presto passata al Rossini serio con Mosè in Egitto, Semiramide, Elisabetta, regina d’Inghilterra, ed Ermione. Ha poi proseguito con parti nobili e classiche quali le regine di Donizetti, le mozartiane Elvira, Elettra e Vitellia, e infine Gluck Armide, con la regia di Pier Luigi Pizzi e diretto da Riccardo Muti, aprí la stagione 1996-97 alla Scala. Seguirono Alceste, sia a Parma che a Salisburgo, e la Medea di Cherubini (a Tolosa e al Théâtre du Châtelet di Parigi).
Nel 2003 il suo trionfo come Cassandra nei Troiani allo Châtelet con Sir John Eliot Gardiner ha segnato il passaggio alle grandi eroine del repertorio francese, sui passi di Régine Crespin, nonché la nascita di una tragedienne e di una grande attrice. Ne La Juive e Carmen (rispettivamente a Covent Garden con Pappano and all’Opéra Comique con Gardiner), Antonacci ha fatto rivivere la tradizione lirica francese all’insegna di Viardot, altra grande interprete rossiniana. Dopo Agrippina e Rodelinda di Haendel, è stata Poppea a Monaco e Nerone a Parigi nella stessa Incoronazione di Poppea – queste diverse incarnazioni hanno prodotto l’ispirazione per Era la notte, il suo one-woman show intorno al Combattimento. Ultimamente, la collaborazione con Donald Sulzen ha portato Antonacci a concentrarsi sempre piú sulla melodia, sia questa italiana (Tosti, Respighi) o francese, vedi Fauré (L’horizon chimérique), Debussy e Reynaldo Hahn.
Nelle stagioni successive di particolare rilievo sono state Carmen al Royal Opera House di Londra e Cassandra in Les Troyens alla Scala diretto da Pappano, Iphigenie en Tauride al Grand Theatre de Geneve e la prima mondiale della Ciociara di Marco Tutino all’Opera di San Francisco e al Teatro Lirico di Cagliari, la Sancta Susana alla Bastille.
Anna Caterina ha cantato La Voix humaine in una nuova regia di Emma Dante al Teatro Comunale di Bologna seguito da Gloriana in una nuova produzione di David McVicar al Teatro Real Madrid e nel suo debutto in Iocasta in Oedipus Rex al Concertgebouw. Ha inoltre cantato Iphigenie en Tauride in una regia di Emma Dante al Circuito lombardo, la Voix humaine al Festival di Verbier e Dialogues des Carmelites in una nuova regia di Emma Dante all’Opera di Roma e al Bayerische Staatsoper seguito dalla Voix humaine al Theater an der Wien.
Nel 2009, Anna Caterina ha ricevuto la Chevalier de l’Ordre National de la Legion d’honneur, riconoscimento per i suoi meriti artistici e contributo alla cultura francese.
La personalità artistica di Vincenzo Maltempo ha trovato un’importante collocazione nell’eterogeneo panorama musicale contemporaneo soprattutto grazie al suo impegnativo lavoro di riscoperta e di diffusione della musica di Charles Valentin Alkan, del quale è oggi considerato come uno dei più autorevoli interpreti e conoscitori al mondo.
Dal 2011, infatti, Maltempo ha intrapreso un’intensa attività discografica registrando i lavori più importanti del compositore francese per l’etichetta Piano Classics; questo notevole lavoro ha attirato l’attenzione delle più rinomate riviste internazionali come Diapason, The Guardian, PianoNews, Gramophone e molte altre. Andrew Clements (The Guardian) lo definisce: “Esaltante, una vera rivelazione!”, e Robert Nemececk (PianoNews) scrive: “considerato uno dei più grandi interpreti contemporanei di questo compositore [Alkan] nessun altro pianista come Maltempo è riuscito a dominare in modo così ben congegnato e orchestrale le enormi difficoltà della sua musica”.
Maltempo ha inciso e suonato le opere più importanti di Alkan ed è uno dei pochissimi interpreti ad aver suonato l’intera raccolta dei suoi mastodontici “Douze études dans toutes les tons mineurs” op. 39 in un unico recital, a Yokohama, nel Novembre 2013. Come risultato della sua continua opera di riscoperta e promozione della musica di Alkan è stato nominato membro onorario della “Alkan Society” di Londra. Nel 2019 comincia la sua collaborazione con la prestigiosa casa editrice tedesca G. Henle Verlag. Nel 2020 viene pubblicata dalla casa editrice Florestano la sua biografia sul compositore, la prima in italiano.
Vincenzo Maltempo è definito un “musicista pieno di risorse con una tecnica ed una intelligenza formidabili” (Jeremy Lee, Top Ear), dai “suoni come scolpiti nel marmo” (PianoNews). Elogiato da molti grandi pianisti contemporanei, Alexander Lonquich scrive di lui come di “un pianista / musicista fuori dal comune […]. E’ uno dei pochi che possono rendere giustizia alla musica Alkan, che sembra non avere segreti per lui. Maltempo tende generalmente ad esplorare i lati estremi di uno stile. Non mi sorprende che il suo ultimo CD dedicato a Schumann abbia colpito nel centro. Raramente, se non mai ho ascoltato una Humoreske così convincente e multiforme allo stesso tempo […]
Non stupisce di certo la sua dedizione al lavoro di trascrizione di importanti partiture orchestrali […] E un ultima cosa importante: si ha la sensazione che per lui lo strumento sia sempre un mezzo e non un fine in se stesso”. Il celebre critico musicale Bryce Morrison su Gramophone apprezza la sua dinamica sgargiante e colorata, che accosta a quella di un Horowitz, e Lorenzo Arruga – giornalista e critico musicale italiano – riconosce nel suo “fraseggio libero, nel suo tocco caldo e nel suo atteggiamento di amore per i compositori e la musica” un profondo legame con la ‘scuola pianistica di un tempo’. Nonostante la giovane età, Vincenzo Maltempo può contare nella sua discografia, oltre a cinque CD con opere di Alkan (raccolti nel 2014 in un cofanetto), numerosi altri titoli: a Franz Liszt ha dedicato due CD, “Klavierwerke” (Gramola 2009), e “The complete Hungarian Rhapsodies” (Piano Classics, 2016), doppio cd nominato da Gramophone come “Editor’s choice” e definita “la più bella integrale che abbia mai ascoltato” da Paul Ruckert nella sua recensione al disco sulla stessa rivista; a Robert Schumann (Piano Classics 2014) un disco con importanti lavori pianistici; un doppio CD (Brilliant Classics 2014) con il violinista Carmelo Andriani, alla musica per violino e pianoforte di Michele Esposito (un compositore italo/irlandese poco noto al grande pubblico); mentre alla musica di S. Lyapunov (Piano Classics, Aprile 2017) riserva un’importante incisione dei 12 Studi Trascendentali, che si aggiunge alle pochissime precedenti testimonianze discografiche complete esistenti e che guadagna critiche a 5 stelle su Diapason e su altre riviste italiane ed estere. Nel 2018, e sempre per la Piano Classics, vede la luce un doppio CD con i due Concerti per Pianoforte e Orchestra di J. Brahms, registrati live con la Mitteleuropa Orchestra diretta da Marco Guidarini, mentre nel 2019 per la stessa etichetta viene pubblicato un doppio CD con le 10 Sonate per pianoforte A. Skrjabin: è il primo italiano nella storia ad inciderne l’integrale.
Ultime incisioni discografiche includono l’opera pianistica completa di P. Dukas e l’integrale dei Notturni di F. Chopin.
Vincitore del Premio Venezia 2006 al Teatro La Fenice, la sua carriera concertistica internazionale lo vede da quel punto esibirsi nei più importanti festival e teatri d’Europa (Venezia “La Fenice”, Cagliari “Teatro Lirico”, Spoleto “Festival dei due Mondi”, Festival F. Liszt di Raiding, “Raritäten der Klaviermusik” a Husum etc), America (Miami “International Piano Festival”, etc), Messico (“Festival Internacional de Piano en Blanco y Negro”), Asia. Il suo percorso musicale, iniziato spontaneamente in età molto precoce nella sua famiglia, è fortemente influenzato da Salvatore Orlando, pianista e insegnante, allievo di Sergio Fiorentino, con il quale si diploma nel 2005 al Conservatorio S. Cecilia di Roma con il massimo dei voti e la lode. I suoi studi proseguono in seguito con Riccardo Risaliti presso l’Accademia pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, dove ha la possibilità di frequentare masterclass con pianisti come V. Aschkenazy, O. Marshev, R. Levin, Z. Kocsis e altri.
Le sue trascrizioni pianistiche sono pubblicate dalla Ries&Erler di Berlino e dalla MusePress di Tokyo.
Dal 2017 è fondatore e direttore artistico del “Premio Alkan per il virtuosismo pianistico”, evento annuale che ha luogo al Castello di Castano, nel piacentino.
Vincenzo Maltempo vive a Torino ed è docente di pianoforte principale al Conservatorio “G. Verdi” di Torino.